Secondo gli inquirenti, un lavoratore avrebbe accudito oltre venti cavalli per dieci ore al giorno, sei giorni alla settimana, con una paga di circa 2,45 euro l’ora. Disposto anche il sequestro preventivo dei box e dei manufatti della struttura.
Il titolare di un maneggio in provincia di Crotone è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari nell’ambito di un’indagine per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.
Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura della Repubblica di Crotone. L’attività investigativa è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro.
Al centro dell’inchiesta ci sono le condizioni di un lavoratore straniero privo di permesso di soggiorno.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo avrebbe lavorato per dieci ore al giorno, sei giorni alla settimana, occupandosi da solo della cura di oltre venti cavalli e della pulizia dei relativi box.
La retribuzione sarebbe stata di circa 2,45 euro l’ora e le mansioni sarebbero state svolte senza dispositivi di protezione individuale.
L’ipotesi accusatoria è che il titolare abbia approfittato dello stato di bisogno del lavoratore e della vulnerabilità legata alla sua condizione amministrativa, prospettandogli un aiuto per regolarizzare la permanenza in Italia.
Nell’ambito del procedimento è stato disposto anche il sequestro preventivo dei box e dei manufatti del maneggio.
Le circostanze descritte fanno parte della ricostruzione investigativa e dovranno essere vagliate nelle successive fasi del procedimento.
La misura cautelare non costituisce una condanna: l’indagato è da considerarsi innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva.
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